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Scoperto lo Smartphonatic, una nuova tipologia di utente

ACI Worldwide e Aite Group hanno condotto uno studio sul mobile banking e mobile scoperto lo smartphonaticpayment prendendo in considerazione 4.200 consumatori distribuiti su 14 paesi e tre principali aree geografiche: Americhe (continente nord e sudamericano), Emea (europa, Medio Oriente e Africa) e Apac (Asia/Pacifico).

Dalla ricerca è emersa una nuova categoria di consumatore: lo smartphonatic. Come suggerisce il nome, lo smartphonatic è un individuo che fa ampio uso del device mobile in suo possesso al punto di modificare le proprie abitudini di acquisto e le modalità di pagamento dei beni e dei servizi acquistati.
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I cinque grandi trend del consumo che stanno cambiando il mondo

Da quando è al timone Muhtar Kent, CEO di Coca Cola ha saputo conferire ulteriore slancio alla grande multi nazione delle bibite. Ma secondo Kent più l’azienda cresce e più deve tenere il passo con il consumatore in continua evoluzione.

 

 

In un recente articolo per la BBC, Kent cita cinque tendenze globali estratte da un rapporto di Consumer Goods Forum sulla “Catena del Valore Futuro” e sottolinea come siano di fondamentale importanza per il futuro di merci al dettaglio e dei consumatori:

 

  1. L’urbanizzazione di massa. Gli spostamenti nelle città sta causando problemi logistici per i rivenditori e le aziende di beni di consumo

 

  1. L’invecchiamento della popolazione. Qui ci sono grandi opportunità dal momento che i consumatori più anziani dispongono di un reddito maggiore

 

  1. L’ascesa della classe media globale. Altra grande opportunità di crescita accompagnata però da tensioni sulla disponibilità delle risorse

 

  1. Le persone si preoccupano della sostenibilità. La tematica del green e dell’ambiente si è trasformata in un modo intelligente di fare business

 

  1. La tecnologia sta cambiando le aspettative. E di conseguenza tutta l’esperienza di acquisto digitale

 

I prossimi dieci anni saranno dunque determinanti per il successo o il fallimento di rivenditori e aziende di beni di consumo, i cui risultati saranno misurati dalla velocità e dalla accuratezza con cui saranno in grado di adattarsi al cambiamento a tutti i livelli  globale, nazionale, locale e personale.

 

Per riuscire a rimanere flessibili e rispondere ai rapidi cambiamenti le aziende avranno bisogno sia della struttura organizzativa che della cultura e della leadership

 

Il cambiamento del consumatore sociale italiano

Le problematiche che affliggono la nostra società hanno un impatto determinante sulle dinamiche di consumo delle persone, andando spesso a creare dicotomie nel comportamento e nella percezione dei consumatori.

 

In Italia, ad esempio, solamente il 44% cittadini è dedito ad attività di responsabilità sociale. Allo stesso tempo però, data una parità di qualità e prezzo, più della metà degli italiani (63%) effettua i propri acquisti tenendo in considerazione l’attività sociale delle aziende produttrici.

 

 

Ecco come la dinamica sociale diventa automaticamente un fattore ben più importante rispetto ad altri, come ad esempio la fedeltà verso il brand, indicato dai consumatori solo nel 21% dei casi, o del design e dell’innovazione, segnalato dal 16% degli intervistati.

 

E’ quanto emerge dallo studio “Goodpurpose 2012” condotto dalla società di ricerche di mercato di Edelman StrategyOne. La ricerca ha coinvolto 16 Paesi in cui sono stati intervistati 8000 consumatori aventi più di 18 anni.

 

 

La ricerca prende in considerazione anche gli effetti della crisi confrontando i dati di ciascuna nazione con la media globale. Scopriamo dunque come:

 

- la quasi totalità degli italiani (93%) risente gli effetti della crisi economica, con un valore al di sopra di quanto rilevato dalla media mondiale (85%).

 

- il 62% dei consumatori italiani ha ridotto i consumi non strettamente necessari, contro il 51% della media globale

 

- il 46% ha interrotto i risparmi, un valore quasi doppio rispetto alla media globale (28%)

 

- circa la metà dei consumatori italiani (55%) ritiene che sia compito del governo risolvere i problemi sociali, una stima in linea con la rilevazione mondiale (54%)

 

Guardando alla lista di priorità dei consumatori italiani, tra le prime tre vediamo come:

 

1) l’87% è interessato alla protezione dell’ambiente in cui viviamo (dato che segna un calo rispetto al 95% del 2007)

 

2) il 79% invece è preoccupato per la lotta alla violenza e agli abusi in famiglia

 

3) il 78% degli italiani guardano al miglioramento del sistema sanitario

 

Come accennato all’inizio, l’insieme dati rilevati contribuiscono a modificare l’atteggiamento del consumatore italiano in tema di impegno sociale, da cui derivano i cambiamenti nelle abitudini consumo:

 

- il 74% degli italiani consiglierebbe prodotti di aziende impegnate nel sociale

 

- il 71% comprerebbe un prodotto o un servizio realizzati da tali aziende

 

- e il 78% lascerebbe un brand conosciuto per un brand competitor se solo fosse impegnato in scopi sociali

 

 

I consumatori multicanale spendono di più

Gli utenti che utilizzano più canali per i propri acquisti spendono mediamente di più rispetto ai consumatori che si avvalgono di unico canale di vendita.

 

Lo sostiene un rapporto del sito di indagini commerciali eMarketer intitolato “In-Store Pickup: Retailers Expand Efforts to Win Over Online Shoppers”, incentrato sullo sforzo compiuto dai negozianti nell’acquisire clienti online.

 

Lo studio sottolinea il forte richiamo esercitato presso i consumatori dei servizi In-Store Pickup, che consentono di effettuare un acquisto online e di ritirare il prodotto direttamente presso il negozio. In particolare catene come Wal Mart, Best Buy e Argos riferiscono che più del 40% degli ordini online vengono ritirati direttamente presso i negozi al dettaglio.

 

 

Fino ad oggi però non sono molti i rivenditori ad offrire tali servizi dati gli alti costi di implementazione. Questo si traduce in una perdita di grandi opportunità di vendita poiché i negozianti segnalano come i clienti che si presentano per il ritiro della merce acquistata on line molto spesso effettuano ulteriori acquisti in store.

 

Ecco dunque come avviene la conversione di un acquirente monocanale in uno che si avvale di più canali, con risultati significativamente più redditizi. Per questo i rivenditori stanno sviluppando servizi di In Store Pickup sempre più sofisticati che mirano a fornire una maggiore convenienza per gli acquirenti online.

 

 

Stando a Best Buy già nel 2011 i clienti multicanale avevano speso il 95% in più rispetto al singolo canale, con un conseguente incremento dell’utile del 80%. Allo stesso modo, Target ha rivelato che i clienti multicanale spendono 1.000 dollari all’anno contro i  551 dollari all’anno spesi dagli acquirenti del solo negozio e i 94 dollari spesi dai clienti online.

 

Italia in coda all’e-commerce europeo

L’Italia si posiziona ultima, o quasi (davanti solo alla Romania) nella lista dei paesi europei dove l’e-commerce è maggiormente sviluppato. Sono il 5% le aziende italiane che vendono online contro una media europea del 15%. Senza contare la Norvegia che con il 36% domina i vertici della classifica.

 

In particolare, a registrare una forte distanza nell’integrazione dell’e-commerce rispetto ai colleghi europei sono le piccole e media imprese nostrane. Questi i dati presentati da Between, durante la seconda edizione dell’evento internazionale “State of The Net” svoltosi lo scorso giugno e dedicato all’e-commerce e ad Internet.

 

 

Non mancano però le buone notizie. Malgrado le ampie carenze nel sistema digitale le prospettive appaiono piuttosto interessanti visti anche i risultati ottenuti nello scorso 2011, con una crescita del 19% nelle vendite online.

 

Una premessa che trova solidità nelle previsioni di crescita del settore che entro il 2015 raddoppierà i volumi passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a 3 miliardi di euro nel 2015.

 

L’analisi si sofferma anche sui fattori determinanti che sostengono l’evoluzione, vale a dire fattori come:

 

-       la maggior fiducia nei confronti dei pagamenti online: già nel 2011 le transazioni digitali avvenivano tramite carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%) e bonifico online (8%)

 

-       l’acquisto attraverso i device mobili: che anticipano il sopravvento dell’m-commerce sull’e-commerce entro il 2014

 

-       la frequenza di acquisto in mobilità: ad oggi il 25% degli utenti ha acquistato almeno un prodotto o servizio on line via smartphone mentre il 59% dell’utenza acquista da cellulare almeno una volta al mese

 

-       l’ampliamento dei canali di vendita online: sito aziendale, social network e blog

 

-       e infine, la forte inclinazione all’acquisto di community online

 

 

Come i tablet sostituiranno gli smartphone – Seconda Parte

Nel post precedente abbiamo cominciato a descrivere gli elementi alla base delle crescente tendenza che determinerà la definitiva sostituzione degli smartphone a favore della inarrestabile ascesa dei tablet.

 

Oltre a fattori come l’espansione della rete mobile, le possibilità offerte dai video, la disponibilità onnipresente del Wi-Fi, la durata delle batterie e la profusione delle applicazioni mobili, ci sono anche e soprattutto l’esperienza coinvolgete offerta dal tablet, e l’utilizzo sempre più diffuso del tablet come strumento per comunicare sia via voce che in videochat.

 

 

Ma l’interazione vocale, oltre a consentire la comunicazione con altri utenti presenta anche un’ulteriore vantaggio di grande appeal. A questo proposito il moderno consumatore di tecnologia sta attraversando una fase epocale dell’interazione uomo macchina. Stiamo entrando nell’era che fino a pochi anni fa era territorio esclusivo della fantascienza, ovvero la possibilità di parlare al proprio dispositivo, fargli eseguire comandi ed anche ricevere consigli, il tutto utilizzando la propria voce.

 

Basti pensare alle piattaforme audio-controllate come Siri. Una sorta di interfaccia invisibile che potrebbe essere l’artefice della futura sparizione delle piattaforme visive, fatte di icone da toccare e gesti da compiere sullo schermo del tablet.

 

 

Così come abbiamo dirottato le attività che prima compivamo sul nostro pc o laptop verso gli smartphone, adesso la lista delle attività che stiamo spostando dagli smartphone ai tablet cresce ogni giorno di più: dalla navigazione alle applicazioni, dall’email al business management, dai social network al gaming e dalla lettura allo shopping.

 

Come i tablet sostituiranno gli smartphone – Prima Parte

Giorno dopo giorno gli utenti mobili apprezzano sempre di più la portabilità e l’esperienza immersiva offerte dalle tavolette tecnologiche. Stando alle ultime tendenze vediamo come il tablet sia destinato a sostituire lo smartphone anche prima di quanto si pensi.

 

 

 

I motivi di questa diffusione sono da ricercarsi nella crescente espansione della rete mobile, nelle possibilità offerte dalle nuove tecnologie video, la disponibilità ormai quasi onnipresente del Wi-Fi, la maggiore durata delle batterie e la profusione delle applicazioni mobili.

 

Per quanto riguarda il video, l’adozione dei tablet da parte dell’utente medio è in crescita anche grazie alla maggiore risoluzione offerta dai dispositivi portatili.  Ciò che fino a non molto tempo fa era un contenuto a bassa risoluzione dalle dimensioni ridotte adesso è diventato un contenuto fruibile su uno schermo ad alta definizione più grande del tradizionale smartphone e facilmente trasportabile.

 

Il tablet offre all’utenza non solo una esperienza in mobilità ma anche una esperienza coinvolgente.

Secondo una recente indagine condotta da T-Mobile il 77 % degli utenti mobili desiderano uno smartphone più grande. Non a caso Amazon ha lanciato la sua applicazione Instant Video su l’iPad, ancora prima di rilasciarla per iPhone e iPod Touch.

 

 

 

In secondo luogo, data l’ampia frequenza di utilizzo il tablet sta spogliando lo smartphone anche della sua funzione principale: le chiamate vocali. Non vedremo certo le persone andare in giro con un tablet appoggiato all’orecchio, ma assisteremo piuttosto a un uso del device attraverso la funzionalità viva voce, le cuffie e gli auricolari Bluetooth.

 

A questo si aggiunge la diffusione crescente nella vita di tutti i giorni della videochat. Uno strumento che enfatizza l’esperienza immersiva degli utenti grazie anche a strumenti di ultima generazione come ad esempio Google Hangouts. In più gli utenti apprezzano moltissimo la possibilità di poter raggiungere i propri contatti ovunque ed essere raggiunti a loro volta, indipendentemente dal dispositivo che stanno usando. E questo vale sia per le chiamate vocali che per i video.