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Strategie di comunicazione: l’Argenteria Dabbene e il matrimonio vip

Abbiamo già parlato dei vip e del modo in cui gestiscono la loro immagine come se fosse un brand. Oltre ai vip, però, c’è anche tutto il mondo che si muove intorno a loro e la cui comunicazione può essere influenzata, in bene e in male, da fama riflessa. Utilizzare bene una notorietà di rimando può essere un’occasione importante, da non lasciarsi sfuggire.

Il bracciale e il messaggio che l'Argenteria Dabbene ha inviato a Selvaggia Lucarelli

Il bracciale e il messaggio che l’Argenteria Dabbene ha inviato a Selvaggia Lucarelli

Un buon esempio è stato dato negli ultimi giorni, a corollario del matrimonio tra Michelle Hunziker e Tomaso Trussardi. Queste nozze vip sono state al centro di discussioni su innumerevoli luoghi online e offline e le discussioni sono cresciute quando si è diffusa la lista nozze della coppia.

Certo gli oggetto scelti dai due piccioncini non potevano passare inosservati: scelti nella storica Argenteria Dabbene di Milano, comprendevano casseruole da cinquemila euro e pentolini da mille euro. Abbastanza per destare invidia e abbastanza per far commentare a Selvaggia Lucarelli su Facebook, con la sua classica ironia: ”Una sputacchiera in oro zecchino no?”.
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Stella McCartney, Instagram e la web reputation

Le due foto comparse sull'account Instagram di Stella McCartney

Le due foto comparse sull’account Instagram di Stella McCartney

La web reputation, o reputazione online, è una questione delicata, soprattutto per i brand. Il modo in cui ci si presenta e in cui si viene percepiti online, sui vari canali social e in generale nel mondo della rete può infatti avere importanti ricadute anche sul proprio business e sulle varie attività che si svolgono.

Lo sa bene Stella McCartney, che negli ultimi giorni è al centro di aspre polemiche che hanno avuto origine direttamente dal suo account Instagram.

La stilista, impegnata da anni nella raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, ha recentemente creato una maglietta con l’intento di devolvere il 15% dei guadagni derivanti dalle vendite alla fondazione istituita in ricordo della mamma Lynda, morta di cancro al seno.

Il proposito lodevole, però, è stato purtroppo offuscato da un gesto azzardato: la maglietta è stata fatta indossare alla modella sudcoreana Ji Hyde Park, di cui spicca immediata l’estrema magrezza e che molti definiscono “ai limiti dell’anoressia”, e la foto è stata poi postata da Stella McCartney su Instagram. Già questo, probabilmente, sarebbe bastato a suscitare reazioni irritate, ma è stato il commento inserito ad accompagnamento della foto a creare il caos:”Worn well!! X Stella”, ossia “Bene indossato!! Baci Stella”.
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Marketing e selfie: le nuove frontiere dell’autoscatto

Marketing, social e selfie

Tutti o quasi, ormai, conoscono il significato del termine “selfie”, che ha avuto una diffusione tale da essere proclamato “termine del 2013” e inserito nell’Oxford Dictionary con la perfetta definizione di “Fotografia fatta a se stessi, solitamente scattata con uno smartphone o una webcam e poi condivisa sui social network”.

Il selfie coinvolge e accomuna tutti: le star lo regalano ai fan, i politici ci guadagnano in simpatia, i comuni mortali si ritagliano il proprio personale momento di autocompiacimento. L’autoscatto è virale, al punto che ci si è presi la briga di studiarlo per trovargli un perché, ha dato origine a delle “sottocategorie” (come il “groufie”, che è un selfie di gruppo) e addirittura a Cheekis, un social network dedicato interamente ai selfie.
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Dalle patatine San Carlo all’Arbre Magique: la parola chiave è “interagire con i clienti”, meglio se sul web

Marketing e interazione: gli esempi di San Carlo, Arbre Magique e Thun

Marketing e interazione: gli esempi di San Carlo, Arbre Magique e Thun

Abbiamo già parlato del fatto che i consumatori sono sempre più attivi e che i brand devono essere capaci di stare al passo, anche e soprattutto adeguando canali e metodi di comunicazione.

Questo ha portato a dei cambiamenti importanti in termini di marketing: i brand devono essere infatti capaci di migliorare la shopping experience e di spingere i clienti a interagire, in modo che si sentano più legati al brand e ai suoi prodotti e siano così più propensi ad acquistare, a essere fedeli al marchio e anche a parlarne positivamente.

Sono tanti i mezzi che si possono utilizzare per ottenere questo scopo e passano essenzialmente attraverso il web. Sono anche tanti i brand che l’hanno capito e che offrono interessanti esempi e casi da ricordare: noi ne indichiamo 3 tra i più recenti, di 3 brand differenti che hanno utilizzato strategie per certi versi molto simili e, sicuramente, vincenti.
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I customer giudicano la tua comunicazione: PittaRosso docet

PittaRosso

Un’immagine tratta dallo spot di PittaRosso

Abbiamo già detto che i consumer sono diventati “prosumer”, che sanno essere parte attiva e proattiva nel dialogo con i brand e che sono capaci di assumere un atteggiamento critico verso le loro varie attività, che risultano spesso ampiamente commentate sui social.

Un ulteriore e recentissimo esempio è dato dalla nuova campagna di Pittarello Rosso, che diventato PittaRosso si è presentato con la sua nuova veste in uno spot che ha per protagonista la notissima Simona Ventura. Lo spot, in questi giorni sugli schermi e diffuso sul web, ha scatenato un incredibile numero di polemiche e di commenti sui social.
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Social: una sola keyword per tante varianti

Social: un termine con molteplici significati

Il termine social è uno dei più usati e abusati dell’ultimo periodo. Ormai per qualsiasi cosa si trova o si auspica una variante social: in ambito business e in ambito consumer non c’è probabilmente parola che sia utilizzata più di questa e la sua ascesa non è ancora destinata ad arrestarsi.

Nessuno può prescindere dal “social”. Chi cerca di tenersi il più possibile lontano da tutto ciò che ha a che fare con i social ne subisce comunque le implicazioni, che entrano con prepotenza nel mondo reale e influenzano allo stesso modo le persone e i brand.

Non a caso ci sono tanti termini che esistevano ben prima dell’avvento dei social e che ora grazie ai social hanno preso un nuovo significato, più ricco, più complesso e sicuramente più attuale. Bastano tre esempi per far capire la portata del fenomeno.
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Social Media is changing business

Ecommerce: evoluzioni social e recensioni certificate

Social Media is changing businessLo shopping è uno degli ambiti in cui si sono potuti notare con più evidenza i cambiamenti dovuti alla diffusione delle nuove tecnologie.

Fino a non tantissimi anni fa, infatti, gli acquisti si facevano al dettaglio nei negozi vicino casa, poi si è passati ai centri commerciali e adesso non si può prescindere dallo shopping online e dall’ecommerce.

I tempi e le innovazioni tecnologiche, però, corrono veloci e lo stesso ecommerce ha già subito delle modificazioni, delle “evoluzioni social”. Passati i tempi dei convenevoli alla cassa, ora il nostro shopping passa infatti per i social media e per il mobile commerce.

Le differenze sono di una tale portata che non possono assolutamente essere ignorate da chi si occupa di marketing, web marketing e ecommerce e costringono a rivedere tanti concetti universalmente accettati. Ad esempio alle famose 4 P del marketing, ossia product, price, place e promotion, se n’è ora di diritto aggiunta una quinta, “people”, che ben rappresenta la nuova importanza che le persone, le loro opinioni e i loro feedback hanno assunto.

Non ci si può più limitare a offrire un buon prodotto o un buon servizio, ma bisogna anche controllare quale sia la percezione di quel prodotto o di quel servizio, monitorando con attenzione la propria reputazione online, essendo presenti sui social media, ascoltando i propri utenti e parlando con loro in modi che in passato non potevano essere neppure concepiti.

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