Tag Archives: social commerce

Coca Cola e Nutella: debranding e iniziative social

Coca Cola e NutellaUltimamente si sono imposte all’attenzione di consumatori e non le iniziative, apparentemente molto simili, di due importanti e famosissimi brand: Coca Cola e Nutella.

Entrambi i marchi hanno deciso di puntare sulla personalizzazione dei loro prodotti e hanno offerto ai clienti la possibilità di leggere su bottiglie e barattoli qualcosa di diverso dal nome della marca scelta. L’evidente tentativo è stato quello di ottenere un maggiore coinvolgimento e una spinta social alla condivisione della nuova e più stimolante esperienza di acquisto.

Questa, almeno, è l’analisi oggettiva che può esser fatta. Altre voci si sono invece levate per dire che Nutella ha “copiato” Coca Cola (la cui campagna è stata lanciata prima) e parecchi hanno fatto sarcastiche illazioni su improvvisi cali di creatività in chi si occupa di marketing e comunicazione.
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Recensioni false: ora si parla di astroturfing

astroturfingRecentemente il già famoso fenomeno delle recensioni false ha visto l’apertura di un nuovo capitolo in cui è stata coinvolta addirittura la procura dello Stato di New York, che ha deciso di indagare e capire meglio la portata della questione.

La tattica della Procura di New York è stata semplice ed efficace: fingendo l’apertura di una yogurteria in quel di Brooklyn, ha cercato società che potessero aiutarla a migliorarne la reputazione online e ha constatato così direttamente l’offerta di false recensioni positive come parte della strategia di web marketing proposta.

Sono state in questo modo scoperte ben 19 società di “falsari di feedback”, che per lo più offrivano recensioni positive commissionate a cittadini di paesi asiatici o dell’Europa dell’est che avevano un compenso compreso tra 1 e 10 dollari a recensione. Le società identificate hanno pagato cara la loro attività: oltre a dover ovviamente interrompere ogni pratica relativa alle false recensioni, hanno patteggiato una multa di 350mila dollari, ossia 260mila euro.
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Social Media Marketing e potere delle immagini: Instagram e i brand

#lexusinstafilm

Il potere delle immagini è cosa nota a chiunque si occupi di marketing o di social media marketing. Una foto ben scelta e ben studiata ha infatti la capacità di coinvolgere quanto e più delle parole.

Il successo di Instagram e la diffusione sempre maggiore di account di stampo business è una chiara dimostrazione di questa nuova realtà. I dati si possono vedere, sempre aggiornati, sul sito dell’Osservatorio Instagram, lanciato da pochi giorni e già ottimo punto di riferimento. I brand si devono muovere sui social, ma non devono limitare la loro comunicazione alle sole parole: le immagini sono da questo punto di vista un ottimo strumento per ottenere interazione e dialogo con i propri clienti. In una parola: engagement.

Instagram, inoltre,  ha il grande vantaggio di essere un social predisposto già di suo a iniziative volte a coinvolgere gruppi, a vario titolo. Merito dei suoi utilizzatori che, contrariamente a quelli di altri social, hanno creato una vera e propria community, strutturata, organizzata e incredibilmente attiva, chiamata Instagramers e fondata da Phil Gonzales. La community ha le sue sezioni locali e nel nostro paese gli Instagramers Italia portano avanti un’attività costante e di sicuro interesse, fatta di molte iniziative e grande creatività.Tutte queste caratteristiche sono state poi ulteriormente amplificate dalla comparsa dei video su Instagram, che hanno offerto loro ulteriori opportunità. Anche, e soprattutto, ai brand.

Così, dopo il successo degli Instatour e dopo tutte le immagini postate con hashtag #instawalk, ora si è arrivati alla naturale evoluzione dell’Instafilm, parola che si lega a diverse attività svolte su Instagram. Ci piace segnalarne in particolare un paio, a titolo di esempio, condotte in modo differente da due diversi brand.

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Anche la birra vuole la sua reputation

Buddy Cups di Budweiser

Buddy Cups di Budweiser

In un mondo in cui l’offerta globale ha allargato le opportunità di chi acquista e aumentato il rischio di concorrenza di chi vende, bisogna faticare non poco per trovare il modo di emergere e di distinguersi, così da garantire la soddisfazione dei clienti e il successo del proprio business.

Ora, infatti, offrire un buon prodotto non basta e le nuove partite tra grandi concorrenti si giocano a colpi di social e creatività. Non basta neppure avere uno di quei classici prodotti che “si vendono da soli” per poter stare tranquilli e solo chi riesce a creare la migliore interazione con i propri utenti e ad attrarli a prescindere dalla concreta esperienza d’uso avrà un esito soddisfacente.

Si potrebbe pensare, ad esempio, che una bella birra con un nome già famoso non abbia bisogno di grandi iniziative per mantenere la sua posizione, ma questa convinzione viene smentita dalle attività che diversi marchi hanno portato o stanno portando avanti e che sono anche ottimi esempi di attenzione per l’interazione con i clienti.

In principio fu la Corona, che un paio di anni fa aveva deciso di utilizzare Facebook per proporre ai suoi utenti un’esperienza che per il brand si trasformava in una originale e riuscitissima pubblicità: una volta diventati fan della pagina, si poteva vedere la propria immagine in un cartellone pubblicitario di Times Square appositamente allestito per l’evento. Partecipazione e interazione hanno generato un passaparola di enorme portata e la campagna è ancora oggi ricordata come una delle iniziative social di maggiore successo.

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Se le recensioni anonime fanno male al turismo

La pagina che recensisce il Blade Bode Inn, il ristorante il cui chef ha risposto a una recensione negativa

La pagina che recensisce il Blade Bode Inn, il ristorante il cui chef ha risposto a una recensione negativa

Parlare di recensioni è ormai diventato di moda. Si parla di recensioni per gli oggetti, per i servizi, per i venditori e anche per gli acquirenti.

Uno dei settori in cui le recensioni hanno maggiore influenza, diffusione e peso è indubbiamente quello del turismo e della ristorazione. Tuttavia, proprio in questo settore vanno costantemente crescendo le discussioni sul valore dei feedback, su ciò che comportano e sulla loro effettiva affidabilità.

A questo punto è necessario fare una distinzione fondamentale: esistono le recensioni anonime e le recensioni certificate. Le  prime sono quelle attorno alle quali si stanno appunto generando polemiche negli ultimi tempi e contro cui si scagliano molti operatori di settore. Le recensioni anonime avrebbero, in teoria, il merito di tutelare chi le rilascia (chi scrive dovrebbe sentirsi più libero di esprimere la propria opinione senza vincoli e senza remore) tuttavia sono per loro stessa natura anche molto più semplici da manipolare.
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Vacanze agli sgoccioli: è tempo di feedback

vecchie cartolineQualche anno fa si partiva per le vacanze con un paio di valigie e dopo aver fatto una telefonata ad amici e parenti per avvisarli del viaggio. I contatti con il mondo circostante durante i giorni o le settimane di relax erano relativamente pochi: giusto qualche chiamata agli intimi, magari da una cabina a gettoni lungo la strada, e per gli amici tante cartoline colorate, che a volte arrivavano a destinazione quando le vacanze erano già un ricordo. I bei momenti venivano immortalati con macchine fotografiche che erano destinate a svelare i loro segreti soltanto a rientro avvenuto, una volta messo il rullino in mano al fotografo vicino casa. I racconti delle vacanze erano riservati a pranzi e cene durante i quali si esprimevano anche le opinioni su alberghi e pensioni, su ristoranti e luoghi in generale: le recensioni ante litteram.

Lo scenario nell’epoca del dominio del web non può che essere completamente diverso. Abbiamo già parlato di quanto siano cambiate le vacanze ai tempi dell’ecommerce, ma in effetti ad essersi trasformate sono tante piccole abitudini legate alle vacanze e al modo in cui le viviamo.
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Permeabilità delle recensioni: diario di una giornata qualunque

agendaLa gestione delle recensioni è materia di un certo impatto e anche chi pensa di non averci nulla a che fare finisce inevitabilmente per restarne coinvolto, in un modo o nell’altro. Anche in estate, quando si pensa di poter stare lontano da tutto e da tutti, i feedback e le opinioni ci circondano, senza che neppure ce ne rendiamo conto: è questa una delle dimostrazioni migliori dell’importanza che hanno assunto.

Leggere le recensioni, scrivere le recensioni e cercare le recensioni sono attività ormai usuali: gesti automatici quanto un tempo era andare a comprare il giornale in edicola. Qual è l’impatto delle recensioni su una giornata qualunque?
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Il (falso) business delle recensioni false: apriti web!

Recensioni false -  un rischio per tuttiQuello delle recensioni false è un tema ultimamente molto dibattuto, che coinvolge più parti: i prodotti o i servizi che vengono recensiti, gli utenti che leggono le recensioni e le persone che le scrivono.

Il clamore suscitato dalle recensioni false e da tutte le loro possibili implicazioni è direttamente legato all’utilizzo sempre maggiore delle recensioni da parte degli utenti.

Facendo memoria sulla “storia delle recensioni” si può dire che l’attenzione su di loro è esplosa con il notissimo caso Belkin: nel 2009 la Belkin diventò famosa per aver messo su Amazon, Engadget e altri siti delle recensioni false, ovviamente positive, dei suoi prodotti e per aver reclutato persone che le scrivessero dietro un compenso di 65 centesimi a recensione.

Anche Tripadvisor, il cui nome è indissolubilmente legato alle recensioni, pur essendo nato nel 2000 ha cominciato a essere oggetto di domande e preoccupazioni sulla validità e attendibilità dei suoi feedback solo negli ultimi anni.

Quando l’uso di internet era meno diffuso, era ancor meno diffusa l’abitudine a leggere online le opinioni dei clienti. Non ci si era costruito ancora attorno il business che poi invece si è venuto a creare. Eppure, quello delle recensioni è un business a tutti gli effetti: recensioni vere, recensioni false e recensioni certificate sono elementi da cui non si può più prescindere, sia che si abbia un ecommerce, sia che si lavori offline.
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Dalla toilette alla camera: l’importanza del feedback dei feedback

È ormai impossibile prescindere dai customer feedback, strumento principe per la creazione di un dialogo con i clienti e per il miglioramento sia della customer relationship che del proprio business.

Aeroporto di Francoforte - Toilette Feedback

Aeroporto di Francoforte – Toilette Feedback

L’argomento è divenuto di tale importanza che si può non solo parlare di feedback, ma addirittura di feedback dei feedback: quali sono le recensioni che vengono apprezzate maggiormente e vengono ritenute più valide?
Fare un semplice giro sul web alla ricerca delle opinioni di altri clienti un tempo era ritenuto sufficiente per potersi fare un’idea del prodotto o del servizio su cui si stavano cercando informazioni. Ora, invece, gli utenti sono molto più evoluti e il giro sul web non basta: ci vogliono recensioni certificate, opinioni veritiere e un dialogo in tempo reale con il brand, altrimenti il potenziale cliente perde fiducia perché non percepisce sufficiente credibilità.

Lo scopo primario deve essere quindi, sempre e comunque, quello di capire che cosa i clienti pensano, qual è la loro percezione del servizio e, nel farlo, riuscire a creare un momento di interazione. E ogni brand può, in questo processo, trovare un suo particolare modo o stile che lo renda ancora più riconoscibile agli occhi degli utenti.
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Social Commerce Value

Like, follow e recensioni certificate: come si calcola il valore del social commerce?

Social Commerce ValueQuanto vale un “like” su Facebook? Quanto vale un “follow” su Twitter? Quanto valgono le recensioni certificate su un sito di ecommerce o su un certo shop online?
Queste sono alcune delle domande che ragionevolmente si pongono quelli che hanno ogni giorno a che fare con il social media marketing e con l’impatto che la reputation online può avere sul proprio business.
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