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Scoperto lo Smartphonatic, una nuova tipologia di utente

ACI Worldwide e Aite Group hanno condotto uno studio sul mobile banking e mobile scoperto lo smartphonaticpayment prendendo in considerazione 4.200 consumatori distribuiti su 14 paesi e tre principali aree geografiche: Americhe (continente nord e sudamericano), Emea (europa, Medio Oriente e Africa) e Apac (Asia/Pacifico).

Dalla ricerca è emersa una nuova categoria di consumatore: lo smartphonatic. Come suggerisce il nome, lo smartphonatic è un individuo che fa ampio uso del device mobile in suo possesso al punto di modificare le proprie abitudini di acquisto e le modalità di pagamento dei beni e dei servizi acquistati.
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Apps, miliardi di minuti spesi dagli utenti di applicazioni mobili

L’avvento delle app ha creato un nuovo canale di vendita e coinvolgimento per i consumatori. Secondo eMarketer gli utenti mobili hanno speso quasi il 60% del proprio tempo nelle applicazioni smartphone e tablet.

 

Ma cosa rende le applicazioni popolari? Alla base del grande coinvolgimento non ci sarebbe tanto l’alto livello tecnologico offerto dai device quanto la capacità dei progettisti di assegnare alle app un design che migliori la distribuzione dei contenuti e una experience capace di ingaggiare gli utenti finali.

 

Secondo Nielsen, negli Stati Uniti a marzo del 2012, gli utenti di applicazioni mobili Android e iOS hanno speso 101 miliardi di minuti al mese. Più del doppio della quantità rispetto all’anno precedente. Al contrario, la quantità di tempo trascorso con siti web per cellulari è cresciuta ad un più modesto 44% rispetto allo stesso arco di tempo.

 

 

Per i rivenditori che vogliono coinvolgere il pubblico mobile e stanno decidendo tra un sito mobile o una app, il problema essenziale che devono affrontare è “quale ruolo la app può giocare all’interno dell’ecosistema più ampio di marketing in termini interazione tra clienti e brand”.

 

Italia, il paese con la più alta crescita di Internet

Secondo comScore il paese europeo con la più alta crescita di utenti Internet sarebbe l’Italia. Stando al sito di rilevazioni online tra l’aprile 2011 e l’aprile 2012, l’Italia ha registrato la più alta crescita del continente europeo con un tasso del 24%, posizionandosi quarta nella lista mondiale dei paesi a più alto sviluppo del web.

 

 

La crescita degli utenti online è invece vista in modo più conservativo da eMarketer, stimando che il numero di utenti Internet in Italia aumenterà nel 2012 solo del 4,3%, rispetto al 2011. A segnare la differenza nelle stime sono i dati presi in considerazione dalle due società.

 

Mentre comScore guarda al traffico Internet in generale, che implica un doppio conteggio relativamente agli utenti che accedono sia dall’ufficio lavoro che da casa, eMarketer conta gli utenti individuali indipendentemente dal luogo di accesso.

 

In entrambi i casi un elemento chiave della crescita sarà rappresentato dagli utenti in mobilità. L’accesso al web da cellulari e tablet si sta facendo strada tra i consumatori italiani ed eMarketer stima che la penetrazione di internet mobile raggiungerà un terzo di tutti gli utenti di telefonia mobile nel 2012, rispetto al 26% di penetrazione rilevato nel 2011.

 

Italia in coda all’e-commerce europeo

L’Italia si posiziona ultima, o quasi (davanti solo alla Romania) nella lista dei paesi europei dove l’e-commerce è maggiormente sviluppato. Sono il 5% le aziende italiane che vendono online contro una media europea del 15%. Senza contare la Norvegia che con il 36% domina i vertici della classifica.

 

In particolare, a registrare una forte distanza nell’integrazione dell’e-commerce rispetto ai colleghi europei sono le piccole e media imprese nostrane. Questi i dati presentati da Between, durante la seconda edizione dell’evento internazionale “State of The Net” svoltosi lo scorso giugno e dedicato all’e-commerce e ad Internet.

 

 

Non mancano però le buone notizie. Malgrado le ampie carenze nel sistema digitale le prospettive appaiono piuttosto interessanti visti anche i risultati ottenuti nello scorso 2011, con una crescita del 19% nelle vendite online.

 

Una premessa che trova solidità nelle previsioni di crescita del settore che entro il 2015 raddoppierà i volumi passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a 3 miliardi di euro nel 2015.

 

L’analisi si sofferma anche sui fattori determinanti che sostengono l’evoluzione, vale a dire fattori come:

 

-       la maggior fiducia nei confronti dei pagamenti online: già nel 2011 le transazioni digitali avvenivano tramite carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%) e bonifico online (8%)

 

-       l’acquisto attraverso i device mobili: che anticipano il sopravvento dell’m-commerce sull’e-commerce entro il 2014

 

-       la frequenza di acquisto in mobilità: ad oggi il 25% degli utenti ha acquistato almeno un prodotto o servizio on line via smartphone mentre il 59% dell’utenza acquista da cellulare almeno una volta al mese

 

-       l’ampliamento dei canali di vendita online: sito aziendale, social network e blog

 

-       e infine, la forte inclinazione all’acquisto di community online

 

 

Windows Phone cattura l’interesse degli sviluppatori

Secondo l’analisi di mercato e strategia di impresa operata da VisionMobile, la nuova piattaforma Microsoft Windows Phone sta catturando l’interesse degli sviluppatori di applicazioni mobili. Una indagine condotta su sviluppatori provenienti dall’Europa (41%), dall’Asia (28%) e dal Nord America (18%).

 

 

Il 57% degli app developer che hanno partecipato al sondaggio intende adottare Windows Phone come piattaforma di sviluppo preferenziale. A destare l’interesse degli sviluppatori sembrano essere alcuni elementi fondamentali quali la facilità di codifica e di prototipazione delle applicazioni e il basso costo di sviluppo.

 

Ma sebbene l’entusiasmo sia comprovato, secondo VisioMobile il percorso da imboccare per trasformare il buzz della rete in realtà quotidiana e portare l’utilizzo di Windws Phone ai livelli di Android e iOS dovrà essere intrapreso quanto prima.

 

 

Non va infatti tralasciato il tema economico. Quando si tratta di generare ricavi con le proprie applicazioni, quasi la metà degli sviluppatori intervistati indicano una grande predisposizione verso i tablet, in particolar modo verso i device basati su piattaforma iOS.

 

Lo studio indica anche il ricavo medio che uno sviluppatore può aspettarsi dalla propria app. Un ricavo che si aggira tra i 1.200 e 3.900 dollari, a seconda della piattaforma su cui l‘applicazione gira. Al momento Blackberry sembra essere la piattaforma di maggior resa per le applicazioni (3.853 dollari), seguita da iOS (3.693 dollari) e infine Android (2.735 dollari).

 

Ecco come l’interesse degli sviluppatori interessati a Windows Phone si confronta con i numeri generati dalla piattaforma che attualmente rende una media di circa 1.200 dollari circa per app. Tali numeri riguardano il 95% degli sviluppatori Windows e a cui vanno naturalmente aggiunte quelle app che generano ricavi molto più alti.

 

 

Vale la pena ricordare però come a preferire Blackberry sia solo il 4% degli intervistati; un campione relativamente piccolo che con molta probabilità ha influenzato il reddito medio per app dichiarato dall’indagine e dunque riferito solo a coloro che stanno ottenendo i ricavi più alti. 

 

Flurry rivela gli interessi degli utenti per le app mobili

Flurr è la società fondata nel 2005 che ha come obiettivo l’incremento del numero e del valore degli utenti utilizzatori di applicazioni mobili. Dopo aver lavorato su più di 170.000 applicazioni adesso la società ha rilasciato Personas, un nuovo prodotto che permetterà agli sviluppatori di identificare e tracciare meglio vari segmenti di pubblico che utilizzano le applicazioni e consentendo agli inserzionisti di rivolgere messaggi pubblicitari a determinate fasce di utenza.

 

Personas, divide gli utenti di app in oltre 20 gruppi diversi, distinguendo categorie specifiche come ad esempio viaggiatori d’affari, genitori e appassionati di moda.  Attraverso l’identificazione di questi gruppi editori ed inserzionisti potranno utilizzare Personas per offrire agli utenti annunci ancora più pertinenti.

 

 

I 23 segmenti di pubblico che Personas è in grado di identificare sono stati generati utilizzando dati anonimi provenienti dalle oltre 200.000 applicazioni della rete Flurry e che hanno raggiunto oltre 600 milioni di utenti iOS e Android.

 

Questi segmenti di pubblico constano dei seguenti gruppi: Real Estate Follower, Business Professionals, Personal Finance Geeks, Business Travelers, Value Shoppers, Catalogue Shoppers, Entertainment Enthusiasts, Music Lovers, TV Lovers, Bookworms, News & Magazine Readers, Casual & Social Gamers, Hardcore Gamers, Social Influencer, Sports Fan, Health & Fitness Enthusiasts, Singles, Fashionistas, Parenting & Education, Photo & Video Enthusiasts, Home & Garden Pros, Food & Dining Lovers and Auto Enthusiasts.

 

Queste informazioni possono essere combinate con gli strumenti di segmentazione e targeting già disponibili e già sviluppate da Flurry, tra cui la possibilità di identificare utenti per età, sesso, dispositivo utilizzato, lingua e localizzazione geografica.

 

 

Come i tablet sostituiranno gli smartphone – Seconda Parte

Nel post precedente abbiamo cominciato a descrivere gli elementi alla base delle crescente tendenza che determinerà la definitiva sostituzione degli smartphone a favore della inarrestabile ascesa dei tablet.

 

Oltre a fattori come l’espansione della rete mobile, le possibilità offerte dai video, la disponibilità onnipresente del Wi-Fi, la durata delle batterie e la profusione delle applicazioni mobili, ci sono anche e soprattutto l’esperienza coinvolgete offerta dal tablet, e l’utilizzo sempre più diffuso del tablet come strumento per comunicare sia via voce che in videochat.

 

 

Ma l’interazione vocale, oltre a consentire la comunicazione con altri utenti presenta anche un’ulteriore vantaggio di grande appeal. A questo proposito il moderno consumatore di tecnologia sta attraversando una fase epocale dell’interazione uomo macchina. Stiamo entrando nell’era che fino a pochi anni fa era territorio esclusivo della fantascienza, ovvero la possibilità di parlare al proprio dispositivo, fargli eseguire comandi ed anche ricevere consigli, il tutto utilizzando la propria voce.

 

Basti pensare alle piattaforme audio-controllate come Siri. Una sorta di interfaccia invisibile che potrebbe essere l’artefice della futura sparizione delle piattaforme visive, fatte di icone da toccare e gesti da compiere sullo schermo del tablet.

 

 

Così come abbiamo dirottato le attività che prima compivamo sul nostro pc o laptop verso gli smartphone, adesso la lista delle attività che stiamo spostando dagli smartphone ai tablet cresce ogni giorno di più: dalla navigazione alle applicazioni, dall’email al business management, dai social network al gaming e dalla lettura allo shopping.