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Prosumer, social e case history sulla nuova comunicazione

Un'immagine legata al concorso per vincere in anteprima uno dei 100 Winner Taco in palio

Un’immagine legata al concorso per vincere in anteprima uno dei 100 Winner Taco in palio

Un tempo c’era il consumatore.
Il consumatore, o “consumer”, era l’oggetto delle azioni di marketing dei brand, che cercavano di attrarlo e di spingerlo ad acquistare prodotti o servizi. Dal consumer non ci si aspettava una vera e propria risposta, se non nei termini di un acquisto che fosse l’esito di tutte le azioni svolte dai brand per influenzarlo.

Questo era il passato. Poi il web ha cambiato tutto e ha modificato radicalmente il modo in cui brand e clienti comunicano. I clienti hanno assunto un ruolo attivo, hanno iniziato a domandare, a interagire e a far sentire la propria voce: così da consumer si sono trasformati in prosumer.

Quando il termine “prosumer” è stato coniato, negli anni 80, stava a indicare il fatto che un consumatore è anche produttore, perché nel momento in cui consuma contribuisce alla produzione. Ora ha preso una connotazione diversa e potrebbe essere inteso come “professional consumer”: un consumer che non si limita ad acquistare, ma che vuole dare dei feedback su ciò che acquista, che commenta attivamente e che può influenzare l’offerta da parte dei brand.

I brand, infatti, si sono dovuti adeguare al cambiamento: hanno modificato la loro comunicazione e studiato dei modi per sfruttare a proprio vantaggio l’attivismo dei clienti, in uno scambio utile a entrambi e all’insegna di una nuova comunicazione.
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La Pepsi Like Machine

Social commerce: la forza delle recensioni certificate e del dialogo con utenti reali

La Pepsi Like Machine

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Il social commerce sarà l’ecommerce del futuro, su questo c’è ormai unanime accordo. E c’è anche accordo sul fatto che i brand hanno necessità di trovare il giusto modo di adattarsi alla nuova realtà. Per farlo devono gestire la propria reputazione online, stimolare il dialogo con utenti reali e farlo attraverso mezzi che li possano aiutare, come le recensioni certificate.

Le recensioni certificate, infatti, costituiscono un’interazione con clienti veri, che forniscono un’opinione che può essere mostrata su più canali e che così riescono a “parlare” con l’azienda, a conoscerla e a farla conoscere meglio. Questo è fondamentale soprattutto nel mondo del web in generale e dell’ecommerce in particolare, dove è facile che le informazioni si disperdano e perdano di efficacia.

Tuttavia, nonostante sia ormai evidente il bisogno di fare leva e affidamento sulle persone vere che si celano dietro gli acquisti online, dietro i commenti sui social network e dietro i customer feedback, ancora le aziende cercano il modo di aggirare o manipolare il rapporto diretto con i clienti.
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