Category Archives: Social Commerce

TTT – Tourism Think Tank: a Erba si è parlato anche di recensioni

TTT - Tourism think tank

Il 30 settembre e il 1 ottobre appena trascorsi hanno visto una finestra spalancarsi sul mondo del turismo, grazie al TTT – Tourism Think Tank di Erba.

E, come ormai è consuetudine, parlare di turismo ha significato anche parlare di recensioni, di web reputation e dell’importanza di garantire dei sistemi di verifica a chi si avvale dei feedback, sia come esercente sia come consumatore.

Sul tema delle recensioni si è soffermato in particolare Roberto Peschiera, della cui figura e del cui attivissimo gruppo su Facebook “Gufo, no grazie!” avevamo già parlato in un post precedente.

Noi, che eravamo presenti all’evento come spettatori particolarmente interessati ai feedback, vogliamo fare un piccolo riassunto di ciò che è stato detto e di ciò che ci ha colpito.
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Recensioni negative per una battaglia contro Yelp: storia di un (ristorante) italiano in America

Botto Bistrot - YelpI nostri tempi sono fatti di web: grande parte di affari e vendite, nei diversi settori, passa infatti per l’ecommerce e per il mondo online. Vince chi offre il servizio migliore e chi riesce a costruirsi la migliore reputazione online.

Lo sanno bene quelli che combattono ogni giorno la battaglia delle recensioni online: recensioni false, recensioni negative, feedback difficili da controllare o gestire, commenti di utenti o presunti tali che possono incentivare o scoraggiare qualunque tipo di acquisto, a prescindere dall’effettiva serietà dei venditori o dell’impegno che mettono per garantire standard elevati.

In Italia le polemiche più forti in tal senso investono il mondo del turismo e della ristorazione, che ha identificato in TripAdvisor lo strumento più diffuso e più pericoloso. All’estero, invece, il pericolo è costituito da Yelp, che per quanto presente anche da noi è molto più conosciuto al di fuori del Belpaese.
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Social media epic fail: impara dagli errori dei vip che cosa non fare

Social Media Epic FailI social media hanno cambiato il modo di “fare comunicazione” così come era precedentemente conosciuto e volenti o nolenti ci si è dovuti adattare alla nuova realtà.

È così che i brand si sono dovuti inserire nel fluire del dialogo tra e con i consumatori. Ed è così che le star, che gestiscono la propria immagine come se fosse un brand, hanno dovuto imparare a scendere dal tappeto rosso e adattarsi al fatto che chiunque può parlare pubblicamente con loro e di loro, anche se non indossa lustrini.

I social sono nella stessa misura democratici e pericolosi in termini di comunicazione: democratici, perché praticamente tutti possono comunicare con tutti; pericolosi se una delle due parti (soprattutto quella più nota) pecca in termini di comunicazione e viene rapidamente messa alla gogna per questo.

I “social media epic fail” si accumulano, si diffondono, suscitano a volte ilarità e a volte polemiche. Ci si concentra spesso su quelli dei brand, ma noi oggi parleremo di tre tra quelli più recenti dei vip, da cui anche i brand possono prendere esempio per sapere ciò che è meglio non fare in termini di immagine e web reputation.
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Social media + Ecommerce = Social Commerce

L'annuncio ufficiale dei test per il buy button su Facebook e TwitterComputer, smartphone, ore intere trascorse online, costantemente connessi: questa è la vita di ognuno di noi, che ne siamo o meno consapevoli.

In uno scenario fino a qualche anno fa inimmaginabile, in cui reale e virtuale confondono i loro confini, ci sono due “mondi del web” che più di tutto il resto che si trova in rete hanno catturato il nostro interesse e portato significativi cambiamenti al nostro quotidiano: i social media e l’ecommerce.

I social media appagano il nostro bisogno di comunicazione e condivisione e l’ecommerce ci consente invece di accedere a un’infinità di prodotti, anche quelli che in passato ci erano preclusi. Entrambi grazie alla rete riescono ad annullare i confini di spazio e tempo.

Questi due mondi, ora, sembrano non riuscire a fare più a meno l’uno dell’altro e, così diversi, stanno diventando ogni giorno più complementari. Secondo gli esperti, è questo che ci dobbiamo aspettare per il web del futuro: social media e ecommerce sempre più uniti, a creare quel “social commerce” di cui tanto si sente parlare e a cui ancora per molti è difficile dare un aspetto concreto.

I segnali, del resto, ci sono tutti per chi ha l’acume di trovarli e leggerli nella miriade di informazioni che è possibile trovare online.
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Tripadvisor e recensioni false: accuse di Federalberghi

Recensioni false davvero comparse su Tripadvisor

Recensioni false davvero comparse su Tripadvisor

Le polemiche verso Tripadvisor si snodano lungo tutto il corso dell’anno, ma ovviamente si acuiscono nel periodo estivo. Durante l’estate infatti, tutti, chi più chi meno, chi come cliente e chi come esercente, hanno maggiormente a che fare con le recensioni e i feedback per orientarsi al meglio nelle proprie scelte di acquisto o nelle proprie strategie di vendita.

L’ultima polemica è stata innescata direttamente da Federalberghi, che ha segnalato una pagina di Tripadvisor con una recensione per l’hotel Regency di Roma, struttura che in realtà è stata chiusa nel 2007. Il link al commento è stato eliminato dopo la segnalazione di Federalberghi, ma questo non è certo bastato a contenere le critiche.

Da un lato c’è Federalberghi che, citando le cifre previsionali di Gartner, sostiene che il 10-15% delle recensioni sia falso, dall’altro c’è Tripadvisor che ricorda che questi dati, diffusi due anni fa, non riguardano i suoi risultati.
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Social Media: che cosa è cambiato durante l’estate?

Novità sui social: Facebook, Pinterest e Twitter

I social media cambiano e si aggiornano, come ben sanno quelli che si occupano di social media marketing. La dimostrazione? Neppure la scoppiettante atmosfera estiva o il caldo di agosto sono riusciti a fermare il fluire delle novità sui social più utilizzati del momento.

Per chi si è preso una vacanza anche dal web e vuole un breve riassunto, ecco che cosa è accaduto nella soap opera dei social durante le settimane che per i più sono state di sole, mare e relax.
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Dimmi quali feedback leggi e ti dirò che estate avrai

Feedback, opinioni, recensioni, estate, vacanze!

L’anno scorso, più o meno in questo stesso periodo, dicevamo che “l’ecommerce non va in vacanza”. Questo, ovviamente, resta vero: mentre i negozi iniziano a esporre il cartello “Chiuso per ferie” o si preparano a farlo, gli shop online sono ben lontani dal fermarsi e si preparano anzi a colmare il vuoto che i negozi fisici lasciano.

Se il mondo di tanti si ferma per un sospiro di beato relax, il mondo online è in fermento costante. E in questo mondo e in questo momento, i feedback sono nel pieno della loro celebrità.

I feedback e le recensioni sono amici dell’estate. Perché? Perché molte delle decisioni che vengono prese durante l’estate dipendono da loro. Perché “Dimmi quali feedback leggi e ti dirò che estate avrai”.
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SEO per ecommerce: il posizionamento è una delle chiavi di successo del business

SEO per ecommerce: studiare il posizionamento per garantire il successo del proprio business

Quando si parla di posizionamento SEO, ancora oggi non si ha del tutto chiaro non solo il suo funzionamento, ma anche la sua importanza come strumento fondamentale di web marketing.

Si pensa spesso, infatti, che il posizionamento SEO sia roba da specialisti, materia oscura con cui solo i tecnici e i geek si possono rapportare. Eppure, parlare di SEO non significa solo parlare di testi o pagine intere scritti secondo i dettami di Google, ma nel caso di siti di ecommerce significa anche parlare della differenza tra successo e insuccesso di un business. Il SEO per ecommerce deve essere studiato con attenzione, perché sono ancora di più gli elementi in gioco.

Il posizionamento SEO aiuta a farsi trovare sui motori di ricerca e farsi trovare sui motori di ricerca è il primo modo che si ha per riuscire a farsi conoscere da potenziali clienti e, quindi, a vendere.

Possiamo avere un’offerta di prodotti ineguagliabile, un servizio ineccepibile, ma se un cliente non ci trova, come può acquistare da noi? È un po’ come invitare un amico a cena senza dirgli dove abitiamo: anche se preparassimo i piatti più buoni del mondo, lui non lo saprebbe mai.
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Estate: per i brand è momento di social e marketing

Concorso Ceres #ceresestate

Concorso Ceres #ceresestate

Chi si occupa di web marketing e social media marketing sa che un elemento fondamentale per suscitare interesse e interazione negli utenti è parlare di ciò che a loro interessa e farlo utilizzando i canali che più amano, ossia i social.

I brand, perfettamente consapevoli di questa verità, sfruttano non a caso abitualmente tutti gli eventi e le ricorrenze a loro disposizione, offrendo contenuti a tema. Dopo le tinte rosse e oro del Natale, dopo San Valentino, il pesce d’aprile, la Pasqua e una breve parentesi mondiale è arrivato ora il momento di spiagge e sole e i brand parlano d’estate, ciascuno a proprio modo, ciascuno col proprio stile.

Ovviamente uno dei luoghi virtuali più attivi al momento è Instagram, il social delle immagini, quello in cui si condividono quelle che un tempo sarebbero state cartoline da mandare ai parenti e agli amici e che ora ci accompagnano lungo tutto l’anno.

Ceres, ad esempio, ha scelto proprio questo periodo per lanciare il suo canale Instagram: l’estate e il caldo fanno infatti apprezzare come non mai il piacere di una bella birra fresca e quindi il momento è stato colto alla perfezione.
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Social Media Crisis: un venerdì 13 da dimenticare per Wind Infostrada

Down di Wind Infostrada in tutta Italia

La Social Media Crisis è sempre in agguato e oggi a farne le spese è Wind Infostrada.

Come molti avranno riscontrato di persona, è dalle 12 circa che i clienti di rete fissa e mobile di Wind e Infostrada devono fare i conti con gravi problemi di connessione e con un sostanziale down dei servizi di adsl e telefonia in tutta Italia. Se si considera che, in base a dati diffusi a marzo, 1 utente su 4 ha come operatore Wind Infostrada, si può immaginare quante siano le persone coinvolte in questo disagio.

Ci sono ditte, società e persone qualunque completamente isolate, precipitate all’improvviso nel Medioevo tecnologico senza sapere che cosa sta accadendo. Al di là di quelli che sentono la mancanza della dose quotidiana di svago online (comunque sacrosanta in quanto regolarmente pagata), ci sono pos con cui non si possono effettuare i pagamenti, o freelance che non possono lavorare (e tutti sanno quanto costi a un freelance perdere ore di lavoro). Ci sono, insomma, danni difficili da quantificare per circa un quarto degli utenti italiani.

Se già il disagio non fosse sufficiente a irritare gli utenti privati del servizio che hanno scelto e pagato, a questo si aggiunge l’indignazione per il modo in cui la situazione è stata gestita da Wind Infostrada.
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