Google e il tasto Buy: che cosa significherà per l’ecommerce?

Tasto Buy Google

Pochi giorni fa un articolo comparso sul Wall Street Journal ha messo in allarme il mondo dell’ecommerce. Vi si legge che secondo fonti bene informate Google presto inserirà un tasto “Buy” nelle sue pagine, consentendo acquisti diretti da parte degli utenti.

Immediate le reazioni e la preoccupazione degli operatori del settore e immediate anche le analisi sui vari possibili scenari che una svolta del genere comporterebbe. La notizia ha avuto una tale portata che si è generata confusione in merito e si è arrivati ad una sua semplicistica distorsione secondo la quale Google inizierà a vendere online.

In realtà le cose non stanno proprio in questo modo. Specifichiamo quindi innanzitutto alcuni dettagli, tratti dalle notizie fino a questo momento rese note, che possono aiutare a fare chiarezza e a capire meglio il funzionamento di questo tanto discusso tasto “Buy”:

-          Google inserirà il tasto “Buy” solo nei suoi annunci a pagamento. Questo significa che non si vedranno modifiche nei risultati della ricerca da organico, che resteranno liberi, per quanto sempre soggetti ai capricci del motore di ricerca che tutti noi ben conosciamo

-          Google non venderà direttamente alcun prodotto. Nel momento in cui si cliccherà sul tasto “Buy” si verrà indirizzati a una pagina prodotto di Google, nella quale si potranno selezionare le caratteristiche del prodotto scelto (misure, colore, ecc), ma saranno gli shop a effettuare la vendita

-          Google non tratterrà una percentuale sulla transazione. Le vendite effettuate attraverso il tasto “Buy” saranno trattate esattamente come quelle che attualmente provengono dagli sponsored ads

-          Google introdurrà il tasto “Buy” solo su mobile. Le ricerche condotte su desktop non vedranno comparire alcun tasto “Buy”, che verrà invece riservato a schermi di smartphone e tablet

-          Google memorizzerà i dati di pagamento dei clienti. Il pagamento verrà effettuato in prima istanza a Google, che provvederà a versare agli shop la cifra e che memorizzerà i dati degli utenti, come indirizzo mail e carta di credito

-          Google non favorirà la concorrenza tra shop una volta che il cliente cliccherà sul tasto “Buy”. Il cliente quindi verrà indirizzato su una pagina brandizzata e i suggerimenti per ulteriori acquisti riguarderanno solo lo shop già scelto

Quali sono le motivazioni che starebbero alla base di queste scelte di Google? In poche parole potremmo dire che Google si vuole adattare alle esigenze degli utenti e al dilagante utilizzo di device mobili.

-          Google vuole riguadagnare terreno su Amazon, eBay e app che consentono l’acquisto da mobile. Sempre più acquisti sono conclusi da mobile, ma quando si utilizza un cellulare spesso è complicato, date le dimensioni dello schermo, passare dagli esiti di ricerca alle pagine di acquisto ed è complicato anche inserire correttamente i propri dati. Pare quindi che i clienti stiano dando la loro preferenza alle app, facendo ricerche direttamente tramite queste e apprezzando la possibilità di non dover inserire più volte i dati. Google, quindi, inserendo il tasto “Buy” starebbe cercando di offrire un’esperienza d’uso migliore agli utenti mobile

-          Google vuole migliorare il tasso di conversione da mobile. Se l’esperienza d’uso è migliore, sono maggiori le possibilità di portare i clienti a un acquisto. Di conseguenza, gli shop online continueranno a ritenere gli sponsored adv su Google un investimento prioritario

Analizzate caratteristiche dell’innovazione e motivazioni, appurato che per gli utenti non ci sarebbero grossi cambiamenti se non in meglio, possiamo infine trovare delle minacce per gli shop online, grandi o piccoli? Forse più che di minacce si dovrebbe parlare di rischi:

-          Gli shop che vendono tramite Google rischiano di sembrare solo dei fornitori. Dal momento che l’acquisto nascerebbe e si concluderebbe su Google, il rischio è quello che gli shop, pur percependo ugualmente l’intera cifra dovuta per l’acquisto, possano essere messi in ombra e quindi non guadagnare in termini di reputazione e fedeltà nonostante un buon lavoro fatto

-          Gli shop online rischiano di essere messi da parte in favore di quello che, pur non essendolo, sembra una sorta di marketplace targato Google. Amazon e eBay, in particolare, si vedranno fare concorrenza sul loro stesso terreno, non essendo più gli unici ad aggregare shop fornendo loro una vetrina

Il cambiamento pare sia dietro l’angolo, almeno inizialmente riguarderà solo il mobile e solo l’America, resta da vedere se le cose saranno effettivamente così come sono state prefigurate e quali saranno le effettive conseguenze e contromosse.

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