IAB Forum 2014: il nostro sguardo sulla prima giornata

IAB Forum 2014

È ufficialmente iniziata l’edizione 2014 dello IAB Forum e la prima mattina è volata tra dati, tendenze e nomi illustri che si sono avvicendati sul palco, fisicamente e virtualmente.

Sarebbe troppo lungo elencare tutte le cifre che sono state dette e condivise, ma noi cercheremo di fare un sintetico riassunto che possa dare l’idea di che cosa è stato detto durante la seduta plenaria e di quali siano le direzioni prese e previste per l’innovazione digitale.

Gli elementi che senza ombra di dubbio hanno fatto da sottofondo costante sono stati tre: mobile, video e programmatic, declinati in vario modo, ma sempre presenti.

È stato il CEO di IAB Europe Townsend Feehan ad aprire l’evento parlando del fatto che la crescita online sarà veicolata proprio da mobile e video.
Ci si aspetta che nel 2015 il video advertising supererà i 2 miliardi di euro e la crescita non scenderà sotto il 9% fino al 2020. Per quanto riguarda il mobile, invece, si ipotizza che il mobile advertising, esploso nel 2013, vedrà triplicare il suo fatturato da qui al 2020.

Queste previsioni prendono poi un più profondo significato conoscendo i dati attuali, presentati dal presidente di Audiweb Enrico Gasperini.
Sappiamo infatti che sono ben 40 milioni gli italiani che accedono a internet, 39 milioni lo fanno da qualsiasi luogo e strumento, ben 26,5 milioni da mobile e 9,5 milioni da tablet.
La diffusione di internet e del mobile è quindi davvero capillare e si nota ancora di più se si considera il giorno medio: nel giorno medio 21,2 milioni di italiani sono online, 15 milioni anche da smartphone e ben 11,2 milioni solo da smartphone. Che cosa attrae gli utenti mobile? Il 39% degli italiani lo utilizzano per social e intrattenimento in generale (il 59% del tempo totale è speso sulle app), mentre per informazioni e attenzione si resta più fedeli al pc.

Video, mobile e programmatic sono anche stati identificati come driver di crescita 2014 da Michele Marzan, Vice Presidente IAB Italia, Alberto Dal Sasso, di Nielsen Italia, e Marta Valsecchi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.
Di programmatic in effetti si parla ancora poco. Fenomeno nato nel 2009, si può descrivere brevemente come lo scambio o il trading di spazi pubblicitari tra compratori e venditori, con lo scopo da parte di chi vende di massimizzare i guadagni e da parte di chi compra di rendere più efficiente la pianificazione media e di ottimizzare i risultati grazie ad una targettizzazione più efficace.

In totale, la spesa digital advertising per il 2013 in Italia è stata di 2,4 miliardi di dollari, ossia il 23% circa del totale e gli investimenti sono stati multipiattaforma e multisettore. Il 14% dell’internet advertising è inoltre mobile, contro il 5% di due anni fa.

Interventi interessanti sono poi stati quelli dei 3 grandi big internazionali della giornata: Josh Partridge di Shazam, Dan Wright di Amazon e Bernardo Hernandez di Flickr.

Josh Partridge di Shazam ha fatto un vero e proprio show, in cui si è ripercorsa con maestria la storia del rapporto tra musica e innovazione da Napster ai giorni nostri, 15 anni di successi e la dimostrazione che l’innovazione può arrivare davvero dovunque e spesso inizia proprio dalla musica.

Chi avrebbe immaginato prima che gli artisti potessero utilizzare Shazam per geoocalizzare i fan e decidere così le tappe dei loro tour? Ora può accadere.

Del resto, come fa notare Partridge, il futuro è innovazione e cogliere i segnali consente di avere delle opportunità: l’84% di chi guarda la tv nel frattempo utilizza smartphone e tablet, quindi ci aspetta un domani multiscreen, meglio attrezzarsi.

Dan Wright di Amazon ha portato avanti un intervento eterogeneo, in cui ha snocciolato dati e parlato di obiettivi. Tra i dati colpiscono i 109 ordini al minuto che nel 2013 ha registrato Amazon. Interessante poi, soprattutto per noi, il fatto che gli utenti leggano almeno 11 recensioni prima di comprare un oggetto di elettronica. E interessante l’obiettivo: mettere il consumatore al centro della propria azione, partire dal cliente per garantirsi il successo.

Bernardo Hernandez di Flickr ha chiuso la triade dei big.

Anche il suo intervento ha avuto un interessante excursus sul passato e sulla strada che ci ha condotto fino a dove siamo oggi.

Sapevate che in due giorni produciamo gli stessi dati che sono stati prodotti dall’inizio al 2003? Questo ci dovrebbe far pensare al potenziale dei big data.

E sapete che ogni giorno si inviano 150 miliardi di email e si fanno 10 miliardi di ricerche online? A dimostrare che internet non è qui solo di passaggio.

Hernandez, però, ricorda un’altra cosa importante: che l’innovazione non è solo online e che l’automazione, il 3D e le nuove tecnologie sono altri importanti aspetti da non sottovalutare.

Dopo un interessante apertura agli youtubers e un riconoscimento della loro importanza anche grazie al contributo di Paola Marinone di BuzzMyVideos, è stata la volta di Saviano, che in diretta streaming ha dato il suo contributo sui nuovi paradigmi della comunicazione. È sua una delle frasi più riprese di questa prima giornata ed è quella con cui noi vogliamo concludere la nostra breve cronaca: ”Web è libertà”.

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