Penguin 3.0: l’ultima sorpresa per la SEO 2014?

Il post di Pierre Far che parla di Penguin 3.0 su Google Plus

Il post di Pierre Far che parla di Penguin 3.0 su Google Plus

Il 2014 è stato un anno ricco di novità per gli impavidi SEO, che hanno dovuto fronteggiare grandi cambiamenti e che si sono sicuramente sentiti sballottati sulle montagne russe del web.

La Google autorship è stata eliminata dai risultati di ricerca, quindi chi si era aperto in tutta fretta un account Google Plus per testarne le opportunità deve rassegnarsi ad utilizzare in altro modo il proprio profilo.

Quelli che ancora non si sono convertiti al mobile devono invece correre ai ripari, perché i siti responsive verranno tenuti in sempre maggiore considerazione da Google, che pare più che intenzionato a farli posizionare meglio rispetto agli altri in ottemperanza alle numerose ricerche che gli utenti fanno in mobilità.

Soprattutto, però, il 2014 è stato l’anno della battaglia di Google contro lo spam, contro i link acquistati e venduti e contro la “robaccia” di vario genere e natura che si trova online e che sporca la serp.

L’ultima sorpresa di settore è stato l’annuncio dell’aggiornamento di Google Penguin, algoritmo ben famoso per gli addetti ai lavori. Il Pinguino è arrivato alla sua versione 3.0, lanciata in uno scaramantico venerdì 17 ottobre e i cui effetti erano però attesi successivamente.

Ormai è passato un mese: che cosa si può dire su questo ultimo aggiornamento? Sicuramente che non è stato nulla di epocale. I dati certi in merito si trovano in un post di Pierre Farr (ingegnere di Google) sul suo profilo G+, da cui si desume che:

-          L’aggiornamento ha colpito meno dell’1% delle query in inglese

-          Questo aggiornamento “premierà” i siti colpiti dall’aggiornamento precedente che hanno posto rimedio agli errori che avevano commesso

-          L’aggiornamento è lento e quindi i suoi effetti erano previsti per le settimane successive e non al rilascio

In sostanza si può affermare che Google Penguin 3.0 è un aggiornamento che riguarda i dati e non la metodologia, che rimane pressoché invariata. Questo non deve destare stupore: Google può modificare un algoritmo anche 500 volte all’anno, solo che non sempre noi ne siamo a conoscenza e non sempre la cosa è pubblicizzata. Quando viene fatto un annuncio in merito, ci si aspetta in genere che le modifiche abbiano un impatto più forte, ma non è affatto detto che sia così.

Ripercorrendo un po’ di storia, sappiamo che Google Penguin è al suo sesto aggiornamento e possiamo riassumere i vari passaggi così:

-          Penguin 1.0, 24 aprile 2012, influenzato il 3,1% delle query di ricerca

-          Penguin 1.1, 26 maggio 2012, influenzato lo 0,1% delle query di ricerca

-          Penguin 1.2, 5 ottobre 2012, influenzato lo 0,3% delle query di ricerca

-          Penguin 2.0, 22 maggio 2013, influenzato il 2,3% delle query di ricerca

-          Penguin 2.1, 4 ottobre 2013, influenzato l’1% delle query di ricerca

-          Penguin 3.0, 17 ottobre 2014, influenzato l’1% delle query di ricerca

Dall’ultimo aggiornamento di Google Penguin annunciato era quindi passato circa un anno. Chi ne verrà influenzato? In bene chi era stato penalizzato precedentemente a causa di link in ingresso di scarso valore che siano poi stati rimossi. In male chi si ostina a utilizzare la pratica dei backlink in modo poco pulito, ben sapendo che Google è deciso a contrastare i link non validi, provenienti da siti non utili o palesemente creati per generare backlink.

Da Google proclamano l’intento di rendere più frequenti gli aggiornamenti, in modo che anche chi è stato penalizzato non debba attendere troppo ad essere riammesso alla corte di Mountainview: vedremo che cosa ci riserverà il 2015.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

57,433 Spam Comments Blocked so far by Spam Free Wordpress

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>