Reputazione online, web e social media: il caso Moncler

La piuma di Moncler

Prendiamo una tranquilla domenica di novembre, arricchiamola con una trasmissione televisiva che in prima serata su un’importante rete nazionale parla di un famosissimo marchio della moda e completiamo il tutto con il live tweeting, il potere dei social media e l’indignazione popolare: si ottiene con questi ingredienti l’ultimo caso in ordine di tempo a coinvolgere la reputazione online di un brand di rilievo internazionale.

La trasmissione in questione è Report e il brand è Moncler.

La puntata di Report del 2 novembre era incentrata sulle piume d’oca, sui modi barbari che si utilizzano per ricavare questa materia prima e sul giro di soldi che gli ignari acquirenti dei piumini ignorano.

Si è partiti con le immagini degli allevamenti stranieri in cui le oche sono trattate con crudeltà per velocizzare l’ottenimento delle piume e questo già sarebbe bastato a sollevare le ire degli animalisti.

Si è continuato puntando l’attenzione sui brand che a pochi soldi comprano il frutto di tante sofferenze e si è focalizzata l’attenzione su Moncler, che a quanto pare mischia le piume con quelle di qualità infima e ha spese bassissime per prodotti che fa poi pagare a caro prezzo. Questo sarebbe bastato a far indignare tutti quelli che dei prodotti Moncler conoscono l’alto prezzo, non giustificato dall’eccellenza dei materiali.

Si è concluso, poi, analizzando la decisione di spostare la produzione all’estero, per risparmiare una trentina di euro a capo secondo i dati presentati: e questo non poteva che portare alla reazione degli italiani in crisi, che sono la maggioranza e che usano i social come strumento di dialogo e protesta.

Così è montato il caso Moncler.

A prescindere dai fatti specifici e dalle relative polemiche, la nostra analisi come sempre si vuole incentrare sulla gestione della crisi in termini di comunicazione.

Innanzitutto, il brand era a conoscenza della trasmissione, ma ha scelto di non partecipare e di non rilasciare una sua versione dei fatti. Questo è stato probabilmente il primo errore, in quanto sarebbe stato più proficuo per l’azienda dare alla propria voce la stessa visibilità data alle voci avverse e far emergere la propria presenza e prontezza nell’affrontare la situazione.

In secondo luogo, l’azienda non è intervenuta subito sui social, che sono stati il fulcro principale della polemica. Gli utenti si sono a dir poco sfogati sui social media, prendendo di mira innanzitutto la pagina Facebook ufficiale del brand, in cui si leggono commenti di ogni genere, dai più contenuti ai più coloriti. I commenti sono stati lasciati visibili, ma la risposta da parte del brand è stata tardiva: sono stati inseriti dei post ufficiali solo 16 ore fa e il risultato è stato che questi stessi post “esplicativi” sono stati bersagliati dagli utenti, che evidentemente continuano a monitorare la pagina.

Moncler: i post sulla pagina Facebook ufficiale

Moncler: i post sulla pagina Facebook ufficiale

Nessuna affermazione è stata poi fatta tramite la stampa, che ha parlato tardi della vicenda e che quindi non sarebbe stata probabilmente il luogo giusto in cui replicare.

Moncler ha deciso quindi di non prendere parte alle polemiche e, presumibilmente, di lasciare che le voci si affievoliscano da sole, come spesso accade in casi come questo? Certo è che fino ad ora l’unica presa di posizione è stata un’immagine inserita nella home page del sito (attualmente rimossa) e un comunicato stampa inserito sempre nel sito, in cui l’azienda spiega la propria versione dei fatti (e delle piume). Questo non è bastato, per ora, a tacitare i commenti e non ha impedito una perdita in Borsa: che l’azione sia stata troppo debole rispetto alle polemiche che stanno divampando?

È improbabile pensare che Moncler possa risentire sul lungo termine della situazione di queste ore, ma è verosimile che questi fatti siano destinati e entrare negli annali dei social media epic fails.

2 thoughts on “Reputazione online, web e social media: il caso Moncler

  1. Cristina Bazzoni Post author

    Grazie per aver letto il nostro post! Verremo volentieri sul vostro sito a leggere i vostri articoli! Continuate a seguirci!

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