Recensioni negative per una battaglia contro Yelp: storia di un (ristorante) italiano in America

Botto Bistrot - YelpI nostri tempi sono fatti di web: grande parte di affari e vendite, nei diversi settori, passa infatti per l’ecommerce e per il mondo online. Vince chi offre il servizio migliore e chi riesce a costruirsi la migliore reputazione online.

Lo sanno bene quelli che combattono ogni giorno la battaglia delle recensioni online: recensioni false, recensioni negative, feedback difficili da controllare o gestire, commenti di utenti o presunti tali che possono incentivare o scoraggiare qualunque tipo di acquisto, a prescindere dall’effettiva serietà dei venditori o dell’impegno che mettono per garantire standard elevati.

In Italia le polemiche più forti in tal senso investono il mondo del turismo e della ristorazione, che ha identificato in TripAdvisor lo strumento più diffuso e più pericoloso. All’estero, invece, il pericolo è costituito da Yelp, che per quanto presente anche da noi è molto più conosciuto al di fuori del Belpaese.

Yelp differisce da Tripadvisor per il fatto che non vi si recensiscono solo alberghi o ristoranti, ma qualunque esercizio sia aperto al pubblico, senza distinzioni tra un idraulico e una struttura ricettiva a 5 stelle. Inoltre, chi lascia i commenti deve inserire nome, cognome e foto.

Date le polemiche che Yelp suscita, tuttavia, pare proprio che le accortezze prese non siano sufficienti. L’iscrizione a Yelp, innanzitutto, è automatica, gli esercizi commerciali non la possono impedire. Il portale ricava i suoi introiti dalle pubblicità che diffonde e che non sono un obbligo per i merchant.

Tuttavia, alcuni sostengono che Yelp chieda insistentemente investimenti pubblicitari e che chi li accetta si veda cancellare le recensioni negative e migliorare il posizionamento a scapito degli altri.

È quello che afferma anche Davide Cerretini, italiano doc che con Michele Massimo ha aperto il ristorante Botto Bistro a Richmond. Questo impavido ristoratore ha deciso di non farsi intimorire dal potere di Yelp e ha ingaggiato una battaglia personale e originale contro il portale e il suo sistema: ha chiesto ai suoi clienti di rilasciare feedback negativi sul suo locale, feedback a una sola stella, offrendo addirittura in cambio uno sconto del 25%.

Può sembrare strano, può apparire una strategia di marketing suicida, ma in realtà lo scopo di Davide Cerretini era dimostrare che i feedback negativi su Yelp non avrebbero avuto un impatto sulla sua attività e minare in questo modo una delle basi del sistema, quella che porta al guadagno stesso del portale.

La strategia, rischiosa, ha avuto successo: le recensioni ironiche e a una stella sono arrivate, le più divertenti sono state condivise sulla pagina Facebook del locale, l’andamento della vicenda è stato aggiornato su un’apposita sezione del sito e il locale è diventato il peggiore mai recensito su Yelp. Di questa iniziativa sui generis e del ristorante hanno parlato perfino il Daily Mail e Usa Today, dando quindi grande visibilità e risalto a Davide Cerretini e a quanto ha osato, con dovizia di particolari.

Pare che Yelp abbia cercato di contattare il coraggioso proprietario del Botto Bistro, per dare “incentivi” e interrompere questa iniziativa, ma senza ottenere nulla.

La battaglia contro Yelp, quindi, continua, come continua qui quella contro TripAdvisor e contro le realtà che utilizzano i feedback degli utenti in modo dannoso o rischioso per gli esercenti.

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