4 luglio 2014: la LUISS diventa “Contagious!” con Jonah Berger

"Contagious!", 4 luglio 2014 Roma

Jonah Berger è una persona nota a chi si occupa di passaparola digitale, così come è noto il suo libro dal titolo “Contagious”. Proprio questo titolo, non a caso, darà il nome all’evento “Contagious!” che si terrà tra breve a Roma e di cui noi di Zoorate saremo sponsor insieme a Wind, Dnsee e Principia. Vediamo i dettagli.

Dove e quando

Nell’Aula Magna della LUISS School of Business and Management, in Viale Pola 12 a Roma, il 4 luglio 2014.

Chi

Giovanni Lo Storto e Paolo Boccardelli della LUISS School of Business and Management a dare il benvenuto. Maximo Ibarra, CEO di Wind, Marco Massarotto, Partner di Dnsee e il nostro CEO Matteo Hertel a intervenire nella discussione. Michele Costabile della LUISS School of Business and Management a moderare.

E, soprattutto, Jonah Berger della Wharton School dell’Università della Pennsylvania, che darà il suo prezioso contributo. Laureato all’Università di Stanford e autore di “Contagious!”, ha trascorso gli ultimi 10 anni a studiare quali contenuti sono maggiormente condivisi e in base a quali logiche. Le sue conclusioni si fondano su ricerche innovative e sull’analisi di case history significative. Scrittore, divulgatore di tematiche social, collaboratore di importanti realtà come Google, Facebook e Unilever, è riuscito a fare di se stesso un vero e proprio brand, diventando un importante influencer di settore.

Che cosa

Si parlerà di come e perché la comunicazione sui social media può influenzare lo sviluppo di un business, in maniera viral.

Jonah Berger ha sicuramente le idee chiare in merito, infatti nel suo libro ha identificato i 6 passi per rendere un’idea (o un contenuto) virale.

Per l’esattezza, Berger parla di “stepps”. Non è un errore, ma l’acronimo che contiene le iniziali dei sei elementi che ha identificato e che sono capaci di portare al “contagio”: Social Currency, Trigger, Emotion, Public, Pratical Value e Stories.

La “Social Currency” è la “moneta sociale”: le persone tendono a condividere ciò che può dare lustro alla propria immagine, quindi bisogna fornire loro contenuti capaci di farlo se si vuole renderli virali.

Con il termine “Trigger” si indica letteralmente un “grilletto”, un “detonatore”. Berger usa questo termine per ricordare che se un’idea o un contenuto coinvolgente viene condiviso subito, non è detto che la condivisione continui: viene diffuso ciò che resta impresso e resta impresso ciò che viene richiamato da segnali circostanti. Se si vuole diffondere qualcosa, bisogna legarlo ad un elemento di richiamo in cui gli utenti del proprio target si possano imbattere facilmente.

L’”Emotion” non ha bisogno di spiegazioni, si spiega da sé: viene condiviso ciò che suscita interesse o emozione, quindi bisogna dare agli utenti dei contenuti coinvolgenti.

“Public” indica la visibilità pubblica: ciò che è creato per essere mostrato, è creato per crescere, secondo Berger. Per riprova sociale e spirito di emulazione siamo più tesi a fare qualcosa se altri l’hanno già fatta, ma si può imitare solo ciò che è visibile pubblicamente: se vogliamo che un’idea o un prodotto circolino, bisogna dar loro visibilità pubblica.

Il “Pratical Value” è il valore concreto: si condivide ciò che ha un’utilità. Qualcosa che oltre a essere emozionale, pubblico, richiamato e autoreferenziale ha un’utilità sarà condiviso con maggiore probabilità e frequenza.

E infine “Stories”. Che c’entrano le storie con la condivisione? Tanto, perché le cose non devono essere solo dette, ma anche e soprattutto raccontate per poter avere diffusione.

Perché

Perché la condivisione e il dialogo sui social sono ormai elementi di marketing e non capita spesso di avere in Italia un esponente importante come Jonah Berger. Il 4 luglio a Roma con “Contagius!” deve essere virale, anzi, “Contagioso!”.

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