Recensioni false: Apple non le vuole e le cancella dall’App Store

Better Fonts Free, che in una notte è passata dall'avere più di 20mila recensioni a poco più di 4mila

Better Fonts Free, che in una notte è passata dall’avere più di 20mila recensioni a poco più di 4mila

Le recensioni false sono uno dei problemi del web. Da quando l’ecommerce e il mobile commerce hanno iniziato la loro scalata al successo e da quando il passaparola tra amici non è più bastato, si è imposta infatti la questione dei feedback.

Prima si parlava solo di Tripadvisor. Gli utenti hanno iniziato a descrivere i posti che visitavano e con il tempo sono diventati talmente tanti quelli che si sono affidati alle opinioni rilasciate che queste potevano diventare la fortuna o la rovina di un ristorante o di un hotel, in qualunque parte del mondo si trovasse.

Poi gli utenti del web hanno iniziato ad affidarsi alle recensioni anche in settori diversi da turismo e ristorazione: prima di un acquisto di un prodotto o servizio sul web è diventato quasi un obbligo informarsi, leggere i feedback, capire a chi ci si sta rivolgendo.

E i feedback imperano anche nel mondo delle app, come Apple sa benissimo. Se le app gratuite vengono scaricate senza troppi pensieri, per le app a pagamento gli utenti non agiscono con leggerezza.
Dal momento che le app non si possono provare prima dell’acquisto, l’unica possibilità che gli utenti hanno è quella di leggere i feedback che le riguardano e quindi è particolarmente importante che questi siano reali e veritieri. Inoltre, le app hanno visibilità anche in base al punteggio che è stato loro attribuito dagli utenti, ma il criterio viene meno se i punteggi si basano su giudizi falsi.

Negli ultimi giorni Apple ha dimostrato di tenere alla veridicità delle opinioni rilasciate sulle app, tanto che in una notte ha eliminato ben 16mila commenti dal suo App Store, per la precisione per l’app Better Fonts Free. Questa app si è ritrovata dall’avere più di 20mila feedback, molti dei quali con 5 stelline, ad averne 4mila appena.

Com’è possibile, verrebbe da chiedersi, che un’app che deve essere acquistata prima di poter essere recensita accumuli 16mila recensioni false? È molto semplice: lo sviluppatore di un’app riceve il 70% del ricavato dalla sua vendita, quindi effettivamente non è poi tanto oneroso acquistare pacchetti di falsi feedback. Del resto, ci sono società che si occupano anche di questo. Una volta che l’app è in cima alle classifiche di gradimento (e quindi di visibilità), si recupera il denaro spero per acquistare le recensioni, che risulta quindi una sorta di (incauto e scorretto) investimento.

Il problema delle recensioni false sulle app è noto e Apple ha deciso evidentemente di arginarlo. Non è dato sapere come la società sia venuta a sapere di questi commenti fake e neppure sulla base di cosa nello specifico abbia deciso di eliminarli, ma resta certo che l’ha fatto: solo Apple può rimuovere i feedback, quindi non ci sono dubbi sul suo intervento.

Certo se si leggono un insieme di recensioni brevissime, generiche, accumulate in tempi ristretti e senza dettagli, verosimilmente si può immaginare che non siano proprio trasparenti. Si tratta pur sempre di recensioni che non subiscono verifiche a parte il fatto che devono seguire un acquisto.

È quello che deve aver pensato anche Apple. Se questo fosse il primo passo per un sistema di controllo accurato dei feedback delle app? Sarebbe una netta distinzione rispetto al Play Store, che non prevede nulla di simile. Staremo a vedere.

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