Spot Pittarosso: la saga continua con #BalloPittaRosso

Operazione Selfie #BalloPittaRosso

Lo spot Pittarosso con protagonista Simona Ventura ha suscitato innumerevoli polemiche, di cui si è discusso diffusamente.

Tra le mille perplessità che sono emerse, in molti si sono chiesti anche se il clamore non sia stato in qualche modo voluto: possibile che le reazioni allo spot siano state previste e, quindi, volontariamente suscitate?

Ovviamente questo interrogativo resta senza risposta. Se la risposta fosse affermativa, il brand avrebbe fatto proprio il motto “Bene o male, purché se ne parli”, ma non c’è alcuna evidenza in merito a questo e nessun commento ufficiale dalla fonte.

Certo è che Pittarosso continua a cavalcare l’(ambigua) onda del suo spot e lo fa proponendo una operazione selfie presentata sul suo blog lo scorso 26 maggio. Agli utenti viene richiesto di reinterpretare a modo loro lo spot, di fare un simpatico video tra amici e di condividerlo sui social con l’hashtag #BalloPittaRosso.

Questa nuova iniziativa di marketing di Pittarosso, ben lungi dal far dimenticare quella controversa e precedente, ha riattizzato sui social la polemica. L’hashtag proposto dal brand è stato sì utilizzato, ma per la maggior parte con commenti ironici o sarcastici.

Anche in questo caso viene da chiedersi: possibile che il brand non abbia previsto che dopo uno spot contestato su ogni angolo del web ci sarebbe stata un’ovvia reazione ad un richiamo così palese? Se non è stato previsto, la mossa di marketing appare davvero ingenua. Se è stato previsto, invece, l’obiettivo è stato raggiunto, perché sono tantissimi i commenti che sono comparsi e che di fatto stanno diffondendo il nome del brand.

Viene anche spontaneo notare che non è previsto alcun bonus o incentivo per chi crea il suo video e lo condivide, quindi non si può neppure parlare di contest, ma di iniziativa di marketing. Che poi si tratti del tentativo di coinvolgere gli utenti o di farli in qualche modo parlare, resta l’origine di fondo, puramente pubblicitaria. È evidente la differenza rispetto al selfie utilizzato come avevamo descritto nel nostro post precedente, in modo da garantire un’interazione stimolata con l’incentivo di un premio.

La pubblicità è stata ottenuta, non c’è che dire, se si considera che già si iniziano a collezionare i tweet più divertenti con hashtag #BalloPittarosso. È proprio questa la pubblicità che si può desiderare per il proprio marchio? Che cosa si intende comunicare mettendosi al centro di polemiche così veementi e rendendosi protagonisti di frasi così sarcastiche?

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