Le vacanze ai tempi dell’ecommerce

L’ecommerce è entrato pian piano nella quotidianità delle persone e ancora di più si è diffuso grazie alla sempre maggiore presenza di portatili e tablet.

Una recente ricerca di ePages per conto del gruppo Dada sul mondo del commercio elettronico italiano ha restituito in merito dati interessanti. Ha stabilito, ad esempio, che il valore del carrello medio nel 2012 è cresciuto del 7% rispetto all’anno precedente e che le imprese campione scelte, online dal 2011, hanno visto un incremento del 161% delle loro entrate e del 57% degli ordini ricevuti. Questo dimostra ancora una volta quanto sia importante diversificare i canali online e offline per poter mantenere un buon livello di competitività e, quindi, di business.

Se è vero che i settori più attivi sono tech, fashion e food, è anche vero che una crescita importante riguarda anche il turismo. Sono tanti i cambiamenti che hanno investito le vacanze ai tempi dell’ecommerce.

Prima le “vacanze fai da te” erano quasi impensabili, tanto che Alpitour ci ha ricavato nel 1989 uno spot diventato un tormentone e recentemente riproposto con successo sugli schermi. Chi doveva andare in vacanza cercava un’agenzia viaggi, prenotava il volo (a prezzi decisamente più elevati rispetto a quelli attuali) e cercava attraverso la stessa agenzia un albergo. I più azzardati al massimo prendevano l’iniziativa di chiamare di persona un hotel per il proprio soggiorno.
Internet ha invece spalancato porte (e porti e aeroporti) prima impensabili. Le persone oggi accendono il pc, vanno su Google e iniziano la loro ricerca di offerte, di pacchetti a basso costo e di voli economici per le mete più diverse. Secondo il Consumer Barometer di Google, il 49% degli italiani che prenota vacanze, o viaggi in generale, lo fa sul web. Inoltre, secondo la ricerca Il Futuro del Commercio (che eBay ha commissionato a Human Highway, a Netcomm e al Politecnico di Milano) le ricerche su internet relative a valutazioni degli utenti influenzano più del 58% degli acquisti in ambito turistico.

Numeri importanti sono stati riscontrati anche in questo settore, come nell’ecommerce in generale, dal mobile: le ricerche su Google da dispositivi mobili e inerenti il turismo sono cresciute del 129% rispetto al 2012, anche per il fatto che smartphone e tablet vengono utilizzati non solo prima del viaggio, ma anche durante, un fenomeno destinato a crescere e a nutrirsi di geomarketing.

Del resto, se uno dei rischi più grandi paventati dal famoso spot precedentemente citato era quello di una vacanza molto al di sotto delle aspettative, è vero anche che internet, per quanto possibile, ha trovato una soluzione: chi deve prenotare un viaggio o una vacanza può andare a leggere le recensioni relative alle varie strutture e scegliere così un itinerario piuttosto che un altro anche grazie ai commenti di chi l’ha già sperimentato.

Certo la cosa migliore è sempre fare riferimento a recensioni certificate, altrimenti si corre il rischio di sognare ad occhi aperti un ristorante che non esiste: non è pessimismo, è già successo!

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