Lo shopping del futuro: sempre meno con carrello e banconote

In principio fu Tesco, che in Sud Corea osò aprire nell’ormai lontano agosto del 2011 il primo virtual subway store, che significava scaffali del supermercato virtuali nelle stazioni della metropolitana e prodotti comprati con lo smartphone grazie al qrcode.

Tesco poi ha fatto moda e sono arrivati così i supermarket virtuali Jetshop in Svezia, Peapod Giant negli Stati Uniti e Yihaodian in Cina, mentre in Europa sono approdati ancora Tesco all’aeroporto di Gatwick e Cube Carrefour alla Gare Du Nord di Parigi.
Lo shopping online si è evoluto, al punto che si spinge verso il cliente e gli fa acquistare l’immagine del prodotto prima del prodotto stesso. Qualche altro esempio? Nel dinamico e trendy settore dell’abbigliamento l’onnipresente Tesco ha adottato specchi che diventano camerini di prova virtuali, mentre Bodymetrics ha una tecnologia che permette di scannerizzare il corpo del cliente e proporgli abiti perfetti per lui.

Lo shopping online non ha certo terminato qui la sua trasformazione: le barriere fisiche sono state abbattute, il mondo virtuale incrocia la vita reale e ora che cosa ci si può aspettare? Forse si farà shopping online usando gli attesissimi Google Glass, che ancora non sono sul mercato e hanno già una loro app per la condivisione di video? Resteremo a vedere, stay tuned.

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