In Spagna la crisi non tocca l’e-commerce

Malgrado la crisi globale che imperversa sui mercati europei e in particolar modo in alcuni di essi, come l’Irlanda, il Portogallo, la Grecia, la Spagna e purtroppo anche l’Italia, l’e-commerce spagnolo non pare risentire della recessione in atto.

 

Il boom dell’e-commerce spagnolo non sembra dunque risentire della contrazione del mercato immobiliare e della crisi bancaria. Secondo il sito di rilevazioni E-Marketer le vendite online aumenteranno di quasi 3 miliardi di dollari, passando dai 15,64 miliardi dollari del 2011 ai 18,57 miliardi dollari previsti per il 2012, con una crescita del 18,8%.

 

A confermare il trend sono anche le stime effettuate da eMarketer relative all’incremento dell’e-commerce per i prossimi 5 anni. Le vendite si confermano robuste e prendono slancio nel lungo periodo andando a superare i 30 miliardi dollari entro il 2016.

 

 

Tutto questo considerando che il mercato degli acquisti online in Spagna è più immaturo rispetto a quello presente nel Regno Unito, in Germania e Francia dove la penetrazione tra gli acquirenti online è stimata intorno al 49,6% nel 2012.

 

Secondo la Comisión del Mercado de las Telecomunicaciones (CMT) a guidare la classifica dei servizi online più richiesti sono i siti di travel booking con una percentuale sulle vendite del 36%, e questo già a partire dal terzo trimestre del 2011. Le vendite online di abbigliamento e dell’elettronica di consumo rappresentano invece una quota molto più piccola di e-commerce, rispettivamente il 3,2% e il 2,2% rappresentano.

 

Le abitudini di consumo digitale degli utenti spagnoli sono influenzati dalla forza di marchi famosi, noti per reputazione e la qualità. Secondo comScore Amazon è riuscita ad affermarsi nel paese come il sito al dettaglio numero uno.